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mammasidiventa Diario di un'insegnante mancata che si ritrova, a volte controvoglia, a fare la giornalista, che è sposata con il Maritino tenebroso e che da quando è nato il suo Musetto, giorno dopo giorno, sta imparando a fare la mamma
Un nuovo amore
post pubblicato in Frivolezze, il 16 dicembre 2011
Da oggi ho un nuovo amore. Un amore più romantico e dolce. Un amore con cui è stato subito colpo di fulmine. Un amore dall'accento intenso, ma nello stesso tempo misterioso. Un amore che mi ha fatto dimenticare in un colpo solo i precedenti amori. E così Omnia, Allure e Pleasures, che un tempo mi inebriarono facendomi girare la testa ed esaltandomi i sensi, adesso non esistono più. Ora nella mia vita c'è spazio solo per Parisienne.



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Fatto!
post pubblicato in Istantanee, il 8 dicembre 2011



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I giochi del Musetto
post pubblicato in Diario, il 23 novembre 2011
Delle serie: un destino già scritto. ;)



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Caduta di stile
post pubblicato in Frivolezze, il 9 novembre 2011
Quando l'ho vista non volevo credere ai miei occhi: tata Lucia, l'irreprensibile e stimata tata che tutti i genitori vorrebbero avere in casa per una settimana affinché ristabilisca l'ordine e dia poche ma semplici regole, è la testimonial dell'ultimo spot della Nutella. E perché mai? Per soldi? Per lusinga? Per costrizione? Perché si tratta di un prodotto alimentare indispensabile alla crescita sana di ogni bambino di questo pianeta? Perché "che mondo sarebbe senza Nutella"? No, non ci siamo, con questa pubblicità anche il mito di tata Lucia, educatrice autorevole e mai autoritaria, dolce ma senza smancerie, saggia e non arrogante, è irrimediabilmente compromesso. Come potrà, ora che infatti la sua immagine è legata ad un marchio, essere ancora credibile agli occhi di genitori e bambini? Tata Lucia, donna di altri tempi eppure perfettamente capace di far fronte alle necessità educative ed affettive dei ragazzi del nuovo millennio, ha ceduto alle brame del dio denaro o quantomeno del semidio commercio. Peccato, perché col suo piglio deciso di chi sa come ottenere ciò che vuole e che soprattutto è in grado di far ritrovare la sicurezza a chi l'ha smarrita, era la mia tata preferita.



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Di vacillamenti altrui e non solo
post pubblicato in Diario, il 1 novembre 2011

La Cognatina, mamma di Samu e Bea, sta attraversando un momento di difficoltà emotiva. L'essere madre la sta facendo sentire in trappola e di conseguenza sta riconsiderando tutte le scelte finora prese per il "bene dei figli", altrimenti detti sacrifici, dando loro una valenza negativa in rapporto a sé stessa e ai suoi bisogni messi così in secondo piano. Prova invidia nei confronti di tutte quelle donne libere che possono fare ciò che più aggrada loro, sia nella vita privata che in quella professionale, non avendo il fardello filiale da portarsi costantemente dietro. Si sente per di più una sciocca ad aver idealizzato, prima di averne costruito una, la famiglia, che adesso vede, appunto, come una gabbia.

Il suo sfogo è uno sfogo comune, perché la maternità oggi, nonostante si continui a dipingere l'istinto materno come una costante comune del genere femminile, è in realtà un salto nel vuoto con un paracadute che non è scontato riesca ad aprirsi onde evitare una caduta rovinosa. Quando si mette al mondo un figlio, infatti, non si sa effettivamente bene alla rivoluzione a cui si va incontro (e probabilmente è meglio così, altrimenti di figli non se ne farebbero più). Un tempo, quando le donne erano programmate per essere mogli e madri, la maternità non presupponeva alcuna scelta. Ci si sposava e si sfornavano pargoli. Punto e basta. Al contrario, adesso, prima di decidere di avere un bambino, esiste un pregresso fatto di studi, lavoro, carriera, viaggi, divertimenti, aspettative, sogni con cui dover fare i conti.

E allora diventare madri significa anche imparare a convivere con quella malinconica sensazione di rinuncia che purtroppo, a dispetto delle edulcorazioni collettive, non sempre è ripagata dai sorrisi dei figli oppure dalla meravigliosa esperienza di vederli crescere. Spostare il proprio punto di vista su quello delle creature a cui è stata data la vita, spesso non è un meccanismo spontaneo né tantomeno un'azione fatta a cuor leggero. Tuttavia è anche vero che una volta che si è "in gabbia" ci si chiede con un misto di stupore e smarrimento come sia stato possibile vivere senza i propri figli, che sin da subito diventano, volenti o nolenti, il nuovo centro dell'esistenza. Disarmonie, contraddizioni, paradossi, vacillamenti, nostalgie. Diventare madri significa anche questo.




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Che fatica rimettersi a studiare
post pubblicato in Scuola, il 15 ottobre 2011
Sembra che ci sia la possibilità di prendere l'abilitazione all'insegnamento. E visto che non mi sono mai rassegnata all'idea di fare la giornalista a vita (che poi è un bellissimo lavoro se non fosse per gli orari invertiti rispetto al resto del mondo e per il cinismo senza limiti che s'impossessa di ogni cronista che si rispetti), sto cercando nei ritagli di tempo (che sono davvero pochissimi) di studiare. Oddio, studiare è una parola grossa. Diciamo che ho acquistato on line uno di quei testi che contiene i quiz specifici per la mia materia nella speranza (mi auguro non troppo vana) che in sede di prova preliminare (già, perché diventare insegnanti è diventato complicatissimo) mi capitino almeno alcune domande affrontate su questo libro. Comunque sono parecchio scoraggiata e non soltanto perchè i posti in palio sono davvero pochi, ma soprattutto perché ho realizzato con sconcerto e delusione che non mi ricordo un accidenti. E' come se non avessi mai frequentato l'università e non mi fossi mai laureata. Per rendere la portata di tale catastrofe, dico solo (che vergogna, che vergogna, che vergogna!) che sbagliato tutti i test relativi all'argomento della mia tesi. E' normale oppure sono anch'io vittima dell'analfabetismo di ritorno o di qualche forma di precoce demenza senile?



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Addio ad una ragazza coraggiosa
post pubblicato in Diario, il 5 ottobre 2011

Ho appena letto su lastampa.it che Anna Lisa, la coraggiosissima blogger che da tempo lottava contro un cancro, non ce l'ha fatta. Sono davvero affranta. Non la conoscevo se non attraverso le sue parole ed il suoi racconti che lasciavano trasparire una forza d'animo ed una tenacia fuori dal comune. Forse per questo ho sempre pensato, nonostante fosse da diverse settimane approdata in un reparto di cure palliative, che ce l'avrebbe fatta, che la battaglia contro il tumore lei sarebbe riuscita a vincerla. Purtroppo non è andata così. Resta, però, il suo insegnamento: la vita è un viaggio straordinario e anche quando lungo la strada si fanno incontri dolorosi vale sempre e comunque la pena continuare il cammino.

 

"Continuo a lottare, continuo a condividere, continuo a raccontare la malattia sul mio blog e continuo a considerarmi una malata coccolata, viziata, amata e fortunata. E se la “bestiaccia” è così vivace… beh, io lo sono di più". Anna Lisa




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Solo per dire che...
post pubblicato in Diario, il 29 settembre 2011
...ho iniziato già da alcune settimane a prendere l'acido folico. Insomma, tempo fa avevo scritto un post in cui mi facevo mille seghe mentali sulla possibilità di un secondo figlio. Avevo straparlato facendo venire fuori ostacoli affettivi (riuscirò ad amarlo come amo il Musetto?), impedimenti temporali (ma non sarà un po' troppo presto?) e altre menate simili (ora che sto riacquistando i miei spazi ho paura a rimettermi in gioco con una seconda gravidanza). A distanza di qualche mese, mi sento ridicola ad aver seriamente fatto questi pensieri, eppure non sono certa che non riaffioreranno nel prossimo futuro, ché sotto certi punti di vista sono una personcina complicata e contraddittoria io. Comunque sia stiamo per metterci all'opera. Che Dio ce la mandi buona e soprattutto femmina. ;)



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Evviva gli artigiani
post pubblicato in Diario, il 26 settembre 2011
Per fortuna che ci sono ancora. Sto parlando degli artigiani, di quegli uomini di sapiente esperienza e suprema manualità che si fa fatica a trovare in circolazione, ma che quando se ne individua uno è bene tenerselo stretto per tutte le necessità del caso. Stamattina, per esempio, il mio calzolaio di fiducia, in due minuti di orologio, ha riparato la cerniera di una borsa bellissima, e non proprio da 15 euro al banco del mercato settimanale, che ero riuscita ad indossare per pochissimi giorni e che senza la maestrìa del buon ciabattino avrei dovuto, con grande dispiacere, buttare nel bidone della spazzatura. Peraltro, ho potuto notare come il figlio del calzolaio, un ragazzo sulla trentina, stia seguendo, a sopresa (me lo ricordavo anni e anni fa alla stazione, la mattina all'alba, a prendere il treno per andare all'università), le orme professionali del padre. Mi sono stupita ed ho immaginato che la crisi lo avesse portato a ripiegare sul mestiere paterno e che comunque non deve essere facile oggigiorno - era del consumismo imperante ed impenitente - cavarci uno stipendio da un simile lavoro. Poi però ho riflettuto ed ho capito che probabilmente la sua sarà una scelta vincente. Ci sono numerosi e validi motivi per pensare che ci aspetta, con i fasti dello sperpero globale ormai al tramonto, un'epoca di vera e propria austerity in cui saremo costretti a riparare, come d'altronde accadeva quartant'anni fa, un paio di scarpe piuttosto che comprarle nuove. E allora a venirci in aiuto saranno proprio loro, gemme rare e preziose, i cari, vecchi artigiani.



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Più agguerrita che mai
post pubblicato in Come sopravvivere al capo, il 22 settembre 2011

Cosa c'è di peggio di un capo che ha in spregio le donne che hanno deciso di mettere i figli al primo posto nell'elenco delle proprie priorità? Risposta semplice: la capa, ovviamente madre a sua volta, che non contempla la possibilità per una donna di "sacrificare" il proprio lavoro solo perché a casa ci sono dei pargoli che l'aspettano trepidanti.

La capa è tornata dalla maternità. E come volavasi dimostrare, è più agguerrita che mai. Da una parte invidio la passione smodata ed incontenibile che ha per il lavoro ed il ruolo che svolge. Dall'altra mi viene rabbia per la facilità con cui, nel giro di una settimana, è stata capace di riprendere, come se non fosse mancata per quasi un anno, il controllo di TUTTO. Sarà umana?




permalink | inviato da malia il 22/9/2011 alle 21:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
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